Sono Carla Parano, ho un’età anagrafica spesso distinta da quella percepita, sono sposata, ho due figlie e sono un’insegnante.
Insegno da più di vent’anni in una scuola elementare, ma ho nostalgia della letteratura che insegnavo alle mie classi di un liceo, dove, però, ero sempre in guerra contro gli errori ortografici della scrittura dei miei alunni.
O l’ortografia o la letteratura! Mi sono trovata costretta a prendere una decisione e così ho scelto l’ortografia senza aver potuto dimenticare, però, la letteratura.
Litterando litterando fa pensare a una conversazione piacevole e non impegnata, agile e distensiva di letteratura.
Attraverso pagine semiserie, infatti, vorrebbe ripercorrere le strade, note e meno conosciute, del discorso letterario che spesso è sentito troppo distante perché ritenuto privilegio esclusivo degli studiosi o prerogativa dei professori di liceo in lotta con i programmi ministeriali.
Vorrebbe saper dire invece che niente è più vicino e più familiare di questo universo fatto di parole in cui ognuno ritrova qualcosa di sé.
Che sia profonda inquietudine o semplice malinconia; drammatico interrogarsi o liberatorio raccontarsi; fantasioso immaginare o realistico narrare, il discorso letterario è più vicino di quanto non si creda e meno noioso di quanto non si sia troppo spesso immaginato.
